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FARINDOLA

Farindola è un comune della provincia di Pescara in Abruzzo. Il suo territorio è compreso nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La sua posizione arroccata su di un colle, le porte d'ingresso, i percorsi tra le case con gli antichi forni, le caratteristiche scalette che attraversano il suo centro storico, testimoniano l'origine medievale di questo centro rurale posto alle falde orientali del Gran Sasso d'Italia. I farindolesi, popolo di artigiani dedito all'agricoltura e alla pastorizia, nel corso dei secoli hanno utilizzato il territorio e le sue risorse per il sostentamento quotidiano senza alterare gli equilibri naturali di questi ambienti di inestimabile valore che si sono conservati fino ai giorni nostri meritando l'attenzione, la tutela e la valorizzazione del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. A Farindola l'Ente Parco è presente con una sede, il Polo Scientifico, che ospita un Osservatorio Geologico, un innovativo Museo interattivo e un'area faunistica dedicati al camoscio, animale simbolo del Parco. L'Osservatorio si propone come importante sede di documentazione scientifica, attività didattica e formazione culturale.

VISITARE

La Grotta del Geotritone - Nella Valle d'Angri in prossimità della Cascata del Vitello d'Oro si trova la Grotta del Geotritone, una cavità scavata nella roccia che è stata rinaturallizzata per favorire l'insediamento e la riproduzione di questo piccolo anfibio.

Museo del camoscio - un museo interattivo sul Camoscio d'Abruzzo scomparso dal Gran Sasso oltre 100 anni fa. La complessa operazione che ha riportato lo splendido ungulato sulle montagne del Parco è stata rafforzata dalla realizzazione dell'area faunistica, prossima alla Cascata del Vitello d'oro, di circa quattro ettari che accoglie diversi esemplari.

Area Faunistica del Camoscio - la prima realizzata nel Parco, è stata inaugurata il 29 luglio 1992. L'area è stata realizzata nei pressi della cascata del Vitello d'Oro, all'ingresso della Valle d'Angri, caratterizzata da sporgenze rocciose, pareti scoscese, forti pendenze e una ricca vegetazione adatta alla loro alimentazione. I camosci si sono puntualmente riprodotti nel corso degli anni e alcuni di essi, nell'ambito di operazioni condotte dall'Ente Parco, sono stati prelevati e liberati in natura sul Gran Sasso.

La Cascata della Vitella d'oro - La leggenda narra, fin dalla notte dei tempi, che ad alcune donne intente ad attingere acqua con una conca, nei pressi della cascata, all'alba del giorno di san Giovanni, apparve una piccola vitella di colore giallo-oro, da cui il nome dato al salto d'acqua. La cascata del Vitello d'Oro, captata dall'acquedotto per i consumi idrici, è presente solo in alcuni periodi dell'anno, quando le piogge e lo scioglimento della neve ricaricano le falde acquifere e la portata supera quella intubata.

GASTRONOMIA

La gastronomia del territorio è legata ai genuini prodotti della terra ed alle antiche tradizioni. Particolare attenzione meritano i seguenti prodotti tipici:

Il Pecorino di Farindola - Formaggio tradizionale caratterizzato dal impiego di caglio di suino il cui uso ha origini antichissime ed ancora oggi richiede cure particolari per la sua preparazione aziendale, effettuata dalle donne che custodiscono gelosamente e tramandano di generazione in generazione la tecnica produttiva.

Gli Arrosticini - In passato l'impiego della pecora per l'alimentazione quotidiana dei pastori e delle classi meno abbienti era legato alla cultura della pastorizia transumante. E' consequenziale, quindi, la presenza in tutta l'area del Parco, di antiche ricette e piatti tramandati da generazioni, che prevedono quale materia prima, la carne dei pecora e di agnello. Tra questi, gli arrosticini di pecora rappresentano quasi il simbolo di una terra che riesce a donare, anche in condizioni aspre e marginali, un prodotto di rara squisitezza.

E poi…Il Miele, L'Olio, Le salsicce prodotte artigianalmente, Il Montepulciano.